
2002
Fontana di Trevi
28 febbraio 2002.
Inizio delle Celebrazioni con l’Ultimo Giorno della Lira.
Protagonista Alberto Sordi.
Celebrazioni della Lira e dell’Euro · 2002 — 2027
Un progetto educativo, storico, culturale, sociale.
2002 → 2027
Nel 2027 ricorrerà il venticinquesimo anniversario dell’uscita della Lira dalla circolazione e dell’introduzione dell’Euro.
Celebrare la Lira italiana e l’Euro significa unire il fascino per la storia monetaria nazionale con l’appartenenza all’integrazione europea e all’economia globale.
Un unico racconto che ripercorre la storia economica e l’identità culturale dell’Italia e dell’Europa.
Educativo
Storico
Culturale
Sociale


2002 ~ Venticinque anni ~ 2027
Nota sul simbolo
Testo in aggiornamento.

2002
Fontana di Trevi
28 febbraio 2002.
Inizio delle Celebrazioni con l’Ultimo Giorno della Lira.
Protagonista Alberto Sordi.

2003
Rieti
Inaugurazione del Monumento alla Lira con Sophia Loren.

2012
Campidoglio
Celebrazione del decennale.
Tra i protagonisti Lino Banfi, studenti e alcune tra le più note Miss Italia.
Istituzione del Premio La Lira d’Oro.

2022
Ventennale
Cerimonia a Fontana di Trevi con Mara Venier.
A Venezia, Libreria Nazionale Marsciana, evento con Katia Ricciarelli dedicato alla Lira Tron del 1472. Inagurazione monumento alla Lira Tron, Vestenanova (VR)

2027
Venticinquesimo anniversario
Il progetto dedica particolare attenzione all’educazione, all’istruzione e alla formazione, con iniziative rivolte anche alle scuole italiane e straniere e alle nuove generazioni.
Dalle monete etrusche alla moneta Euro
Le monete etrusche ci riportano a un’Italia di città autonome, commerci marittimi e lavorazione dei metalli. Populonia fu uno dei principali centri di produzione: sulle sue monete d’argento compariva anche il volto di una Gorgone, comunemente identificata con Medusa. A Volterra, invece, alcune emissioni raffiguravano la divinità bifronte Culsans. Queste immagini esprimevano l’identità e le credenze delle comunità che le utilizzavano.
A Roma, nel III secolo a.C., si affermò il denario d’argento, destinato a diventare una delle monete più importanti del mondo antico. Le sue raffigurazioni celebravano prima le divinità e le origini della città, poi i protagonisti della politica e gli imperatori. Attraverso le monete, il potere faceva conoscere il proprio volto anche nelle province lontane. La stessa parola “moneta” deriva da Giunone Moneta, cioè “ammonitrice”, presso il cui tempio sul Campidoglio sorgeva la zecca romana. Un nome nato nella religione e diventato parte del nostro linguaggio quotidiano.
Prima della lira nazionale, l’Italia aveva numerose monete, legate ai diversi Stati e alle città che le emettevano. Nel Medioevo, battere moneta significava anche manifestare il proprio potere: sulle coniazioni comparivano santi patroni, stemmi e simboli cittadini. Firenze introdusse nel 1252 il fiorino d’oro, il cui nome deriva dal giglio impresso sulla moneta. Grazie alla qualità dell’oro e alla forza dei mercanti fiorentini, divenne un riferimento nei commerci europei. Anche Venezia si dotò, alla fine del Duecento, di un ducato d’oro, successivamente conosciuto come zecchino.
Nei secoli successivi continuarono a circolare valute diverse: baiocchi e scudi nello Stato Pontificio, ducati e piastre nel Mezzogiorno, lire locali in altri territori. Il nome “lira”, quindi, esisteva già, ma non indicava ancora una moneta nazionale uniforme. Il periodo napoleonico diffuse il sistema decimale e nel 1806 introdusse nel Regno d’Italia una lira suddivisa in cento centesimi. Dopo la Restaurazione tornarono diversi sistemi monetari: l’unificazione richiese di armonizzare questa lunga eredità di pesi, valori e abitudini.
Il nome “lira” deriva dal latino libra, la libbra, un’unità di peso utilizzata per misurare anche i metalli preziosi. Il legame con il denaro si consolidò con il sistema monetario di Carlo Magno: da una libbra d’argento si ricavavano 240 denari, equivalenti a 20 soldi. Per secoli, però, la lira fu soprattutto un’unità di conto: serviva a calcolare prezzi e debiti, senza corrispondere a una moneta materialmente coniata. Nel 1472, a Venezia, il doge Nicolò Tron fece emettere una lira d’argento, passata alla storia come “lira Tron”. Altre città e Stati seguirono con proprie lire, differenti per peso e valore.
La lira nazionale nacque invece con l’unificazione: nel 1861 la lira piemontese fu ribattezzata italiana e la legge del 24 agosto 1862 ne definì il sistema monetario, basato su cento centesimi. Divenne così uno dei simboli concreti del nuovo Stato. Attraversò la monarchia, le guerre e la Repubblica, accompagnando stipendi, acquisti e risparmi di generazioni. Nel 2002 lasciò spazio alle monete e alle banconote in euro, con il cambio fissato a 1 euro per 1.936,27 lire.
L’euro nacque dal progetto di rafforzare l’integrazione europea attraverso una moneta condivisa. Il percorso prese forma in più tappe, fino al Trattato di Maastricht del 1992, che stabilì le basi dell’Unione economica e monetaria e i criteri per parteciparvi. Il nome “euro” fu scelto nel dicembre 1995 dal Consiglio europeo riunito a Madrid: doveva essere semplice e richiamare immediatamente l’Europa. Nel 1998 fu istituita la Banca centrale europea, incaricata di condurre la politica monetaria comune.
Il 1° gennaio 1999 l’euro divenne la moneta di undici Paesi, tra cui l’Italia, ma inizialmente fu utilizzato per la contabilità e i pagamenti elettronici. Nei portafogli continuarono a circolare le valute nazionali. Il cambiamento più visibile arrivò il 1° gennaio 2002, quando banconote e monete in euro furono introdotte in dodici Paesi, inclusa la Grecia. Dopo un breve periodo di doppia circolazione, sostituirono il contante nazionale. Una trasformazione che rese tangibile l’integrazione europea negli acquisti, nei viaggi e negli scambi di ogni giorno.
La storia della moneta è anche la storia di ciò che le persone potevano comprare, guadagnare e risparmiare. Nell’antichità il suo valore dipendeva in larga parte dal metallo contenuto, ma anche dalla fiducia nell’autorità che la emetteva. Nell’Impero romano, la progressiva riduzione dell’argento nelle monete si accompagnò a forti aumenti dei prezzi. Nel 301 d.C. Diocleziano cercò di arginarli con un editto che fissava prezzi massimi per merci e servizi: una testimonianza concreta di quanto i problemi monetari incidessero sulla vita quotidiana.
Nei secoli successivi, lo sviluppo dei commerci e delle banche trasformò il modo di pagare e conservare la ricchezza. Le banconote, inizialmente convertibili in moneta metallica, si diffusero fino a diventare denaro accettato sulla base della fiducia nelle istituzioni. In Italia, la sospensione della convertibilità del 1866 contribuì a rendere la carta moneta più familiare alla popolazione. Dai metalli alla carta, fino ai pagamenti elettronici, cambiarono gli strumenti, ma rimase centrale la stessa esigenza: poter contare sul valore del denaro ricevuto e risparmiato.
Nel febbraio 2012, in occasione del decennale dell’uscita della Lira dalla circolazione, gli arbitri di Serie A utilizzarono per il sorteggio del campo una moneta da 500 Lire Caravelle.
L’iniziativa rientrava nelle celebrazioni del decennale.

Le Celebrazioni si rivolgono a un pubblico ampio e trasversale.
Da una parte chi ha avuto familiarità con la Lira e conserva ricordi legati alla vecchia moneta.
Dall’altra i giovani nati dopo il 2002, che non hanno avuto modo di conoscerla direttamente.
Le Celebrazioni vogliono trasformare questa memoria in conoscenza e tramandarla alle nuove generazioni.
Il venticinquesimo anniversario rappresenterà un nuovo capitolo delle Celebrazioni della Lira e dell’Euro.
Il programma è in corso di definizione e comprende iniziative culturali, educative, espositive e celebrative.
Mostra “Indimenticabile Lira”
La Lira venticinque anni dopo l’addio
La Lira e lo sport
Premio Tron
Progetti per le scuole
Programma in aggiornamento
Stay tuned…
2002 — 2027
